Profanazione, negazione, parodia.

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Salò o le 120 giornate di Sodoma è un film limite, ma non un film testamento, né un film terminale. Certo, è l’ultimo progetto cinematografico portato a termine da Pier Paolo Pasolini, ma l’evento della sua morte ha di fatto impedito la concretizzazione di altri progetti, di altri film che avrebbero seguito Salò, lo avrebbero oltrepassato, portato, in un certo senso, verso nuove direzioni. Dunque Salò resta come ultimo concreto esempio della ricerca cinematografica pasoliniana, e come uno dei suoi più forti e radicali testi teorici.

 

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